Riverbero
RIVERBERO: COSA E’
Proviamo a dare subito una definizione di Riverbero: dato un suono in un ambiente il riverbero è la somma di tutte le riflessioni che esso produce nell’ambiente dato. Nello specifico delle applicazioni audio il riverbero viene definito come “RT60″(reverb time 60) cioè come il tempo che esso impiega per decadere di 60dB rispetto il suono iniziale.
Che cosa sono le riflessioni? Le riflessioni sono tutte quelle “copie” del suono iniziale,detto suono diretto, che rimbalzano all’interno dell’ambiente tra le pareti e gli oggetti posti in esso, replicandosi fino al loro
naturale esaurirsi dovuto ai materiali dell’ambiente ed all’attrito dell’aria che producono inerzia, dunque
assorbimento.
Se noi entriamo dentro una grande chiesa a proviamo a battere un colpo di mani noteremo che esso produce una scia di suono notevole che può durare anche qualche secondo. Quello è il riverbero!
Ma ciò avviene anche in ambienti molto più piccoli e profani, come la nostra camera da letto, solo che lo
percepiamo di meno o anche per niente perché la nostra camera oltre ad essere piccola è anche piena di materiali assorbenti come il letto, i vestiti, le tende,i libri,una poltrona, un tappeto e quant’altro: essi “catturano” l’energia delle riflessioni le quali decadono molto velocemente, talmente velocemente che quasi non le percepiamo più. Ma ci sono. In termini tecnici(ma del tutto inventati) potremmo dire che in una chiesa c’è un RT60 di 5 secondi, mentre nella nostra cameretta c’è un RT60 di 0,5 secondi(forse anche meno…).
Prima abbiamo utilizzato il termine “copie” del suono iniziale che potrebbe trarre in inganno perché lasciarebbe
più pensare al riverbero come ad un echo, o un delay. Ebbene è entrambe le cose con una precisazione: per echo si intende una ripetizione non inferiore ai 35 ms(millisecondi) e cioè un tempo sufficiente affinché il nostro orecchio riesca a percepire distintamente il suono diretto da ogni riflessione. Un delay invece è un echo che non soggiace a nessuna costrizione temporale se non quella naturale di un ambiente o artificiale di un processore che controlliamo:un riverbero è un delay talmente continuo ed omogeneo da non percepire più le singole ripetizioni staccate bensì una “scia” di suono che piano piano si esaurisce.
Arriviamo ai “nostri” riverberi. Il piacere ma anche l’esigenza psico-acustica* di ascoltare un suono non assolutamente asciutto, cioè privo di ogni componente riflessa(ammesso che esista*), ci ha portati ad emulare artificialmente
la capacità riverberante di un ambiente attraverso la creazioni di macchinari pertinenti all’utilizzo audio.
Dividiamo questi macchinari riverberanti in ANALOGICI e DIGITALI.
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