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Limiter

IL LIMITER: è molto simile ad un compressore, nel senso che possiede la stessa circuiteria di un
compressore ma ha un risultato diverso: non lascia passare nessuna quantità di segnale oltre
la soglia impostata! generalmente la soglia impostata sta a 0dB in quanto, questo strumento,
viene utilizzato per prevenire picchi improvvisi che possano distorcere o, nei casi peggiori, ledere
il funzionamento di [Continua a leggere →]

maggio 7, 2009   Nessun commento


Compressore

Parleremo del processore di dinamica più diffuso, più utilizzato, più mitizzato, più amato e più
odiato e forse anche piu abusato: IL COMPRESSORE. Insieme ad esso parleremo anche del LIMITER.

Cosa è un compressore audio? cosa fa? Come funziona? quando si utilizza?
Sono tutte domande legittime a cui proveremo a dare una risposta. Sicuramente non sarà e non potrà
essere una risposta totalmente esaustiva in quanto la risposta ad alcune domande rientra nel magico
campo dell’esperienza, e del gusto personale che sono valori non spiegabili perché fortemente
soggettivi.Proveremo, per lo meno, a darne una spiegazione tecnica ed essenziale.

Comprimere significa ridurre, diminuire, compattare. Dunque comprimere un segnale audio significa
ridurre il segnale audio stesso. Ma che cosa riduciamo? lo abbiamo detto e lo ripetiamo:
riduciamo la DINAMICA, cioè [Continua a leggere →]

maggio 7, 2009   Nessun commento


Processori di dinamica

I processori di dinamica sono quegli strumenti che intervengono sulla “DINAMICA” totale o parziale
del segnale audio. La dinamica audio è l’escursione tra valori massimi e valori minimi di livello
audio, scientificamente espressi e misurati in “deciBell”, o dB, e acusticamente percepibili da
un volume più basso o più alto.

Appartengono alla famiglia dei processori di dinamica:
COMPRESSORE,LIMITER,EQUALIZZATORE,NOISE GATE,EXPANDER,DE-ESSER,FILTRI vari.
Ovviamente dedicheremo un articolo per ogni singolo strumento, per ora è sufficiente dire che ognuno
di questi apparecchi modifica il segnale audio entrante agendo [Continua a leggere →]

maggio 7, 2009   1 Commento


Riverbero analogico

RIVERBERI ANALOGICI: sono macchinari che creano una riverberazione utilizzando funzionamenti di tipo meccanico.
Essi sono detti a: NASTRO,TROMBA,MOLLA,CAMERE,LASTRA.

RIVERVERO A NASTRO(“tape reverb”):

è un apparecchio con dentro un pezzo di nastro che gira continuamente. Da una parte c’èuna testina che registra il segnale iniziale e ad una certa distanza c’è un altra testina che riproduce il segnale registrato. Poiché tra le due testine c’è differenza spaziale,quindi inevitabilmente differenza temporale, si crea l’effetto ritardo ri-sommando i due segnali. La continuità dei ritardi sommati al suono iniziale crea riverbero. La capacità di spostare la testina di lettura rispetto la testina di registrazione crea le diverse [Continua a leggere →]

maggio 7, 2009   Nessun commento


Riverbero

RIVERBERO: COSA E’

Proviamo a dare subito una definizione di Riverbero: dato un suono in un ambiente il riverbero è la somma di tutte le riflessioni che esso produce nell’ambiente dato. Nello specifico delle applicazioni audio il riverbero viene definito come “RT60″(reverb time 60) cioè come il tempo che esso impiega per decadere di 60dB rispetto il suono iniziale.

Che cosa sono le riflessioni? Le riflessioni sono tutte quelle “copie” del suono [Continua a leggere →]

maggio 7, 2009   Nessun commento


Riverbero digitale

Non entreremo nella ormai annosa diatriba tra analogico contro digitale: sarà meglio l’uno? meglio l’altro? Lasceremo le risposte all’utente, o meglio all’orecchio dell’utente che è sempre l’ultimo giudice. Possiamo solo ribadire alcuni concetti di massima che però non sono da sottovalutare: non c’è dubbio che una sonorità prodotta analogicamente sia a livello acustico più “interessante” della rivale digitale, per una serie di motivi tra cui la “natura” del suono, o meglio di come esso si propaga nell’aria,cioè analogicamente, sfruttando principi meccanici. Chiaramente anche un effetto risulta al nostro orecchio più naturale se è creato analogicamente tramite principi meccanici come la vibrazione/riflessione di superfici più o meno
rigide. Di contro un riverbero digitale non utilizza nessun principio meccanico ma [Continua a leggere →]

maggio 7, 2009   2 Commenti


Microfoni direzionali

La direzionalità per i microfoni.

Un’altra caratteristica di cui dobbiamo parlare è la direzionalità percettiva dei microfoni.
Un microfono non sempre reagisce allo stesso modo agli stimoli acustici provenienti dalle varie direzioni, ad esempio, può accadere che un microfono sia più sensibile ai suoni
emessi di fronte alla capsula, piuttosto che dietro; oppure sensibile tanto di fronte quanto dietro ecc…
Ecco che, dunque, tra le caratteristiche tecniche che accompagnano la descrizione del nostro microfono ci sono anche i DIAGRAMMI POLARI:

Il diagramma polare è la rappresentazione grafica della spazialità recettiva del microfono. In parole povere, illustra da quali direzioni il microfono percepisce meglio i suoni.
La figura polare, invece, è una specifica tipologia di diagramma polare. Può essere fissa o selezionabile sul microfono stesso.

Le figure polari più comuni sono:

  • CARDIOIDE: la ripresa migliore avviene dalla parte frontale del microfono ed è praticamente nulla nella zona posteriore.
  • SUPER CARDIOIDE: è un cardioide più selettivo nella parte frontale con un lobo di sensibilità posteriore.
  • IPER CARDIOIDE: è un super cardioide più selettivo nella parte frontale e piu recettivo in quella posteriore.
  • A “8” o Bi DIREZIONALE: il microfono reagisce ai suoni provenienti dal fronte a da dietro (in pratica è un super cardioide sia avanti che dietro…).
  • OMINI DIREZIONALE o non direzionale: il microfono capta i suoni provenienti da tutte le direzioni.

Fermo restando la presenza di microfoni con capacità recettive ancora più specifiche e selettive come quelle dei microfoni iperdirezionali, utilizzati per la ripresa di fonti
sonore ben precise come i versi degli animali o i dialoghi tra persone (nello spionaggio) ecc… nonché l’esistenza di microfoni “stereofonici” e “quadrafonici”.

maggio 7, 2009   Nessun commento


Microfoni a nastro

I microfoni a nastro sono molto simili a quelli dinamici, cioè hanno lo stesso principio elettro-magnetico di funzionamento: solo che al posto del diaframma c’è un sottilissimo
nastro metallico ondulato (dallo spessore di pochissimi micron). Il funzionamento è il medesimo dei microfoni dinamici, solo che è ancora piu delicato e sensibile dei microfoni
a condensatore. Ciò lo rende esclusivamente adatto all’utilizzo in ambienti molto curati sia acusticamente, sia ambientalmente. Essendo il nastro molto sottile, questo
microfono è particolarmente sensibile alle frequenze medio-alte ed alte: adatto, dunque, per voci femminili delicate e strumenti molto armonici non troppo dinamici come l’arpa,
e le chitarre acustiche e classiche.

maggio 7, 2009   Nessun commento


Microfoni a condensatore

Il microfono a condensatore funziona con il principio elettrostatico. C’è un condensatore formato da due piastrine parallele,una fissa ed un altra mobile,poste ad una certa distanza.
Questo condensatore viene alimentato da una tensione a 48 volt, chiamata “phantom” (fantasma, perché risulta innocua a tutte le altre apparecchiature audio, compresi i microfoni dinamici). Questa phantom è costante e serve a dare una “armatura” fissa al condensatore( quindi principio elettrostatico) che, allo stato di quiete, non crea tensione elettrica uscente.

microfono a condesatore shure

Un microfono a condensatore SM27 LC

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maggio 7, 2009   Nessun commento


Carateristiche e tipologie del microfono

Microfono: cosa è, casa fa, caratteristiche e tipologie.

Il microfono è un trasduttore, cioè un apparecchio elettro-meccanico che realizza una trasduzione tra due grandezze fisiche. Queste due grandezze fisiche sono il suono
(o rumore) e la tensione elettrica. Il microfono, attraverso i suoni meccanismi, rileva il suono che si propaga nell’aria attraverso variazioni di pressione atmosferica e le
traduce in variazioni di tensione elettrica specifiche e coerenti.

I microfoni sono utilizzati in molte applicazioni quali musica, telefonia, apparecchi acustici terapeutici,cinema, trasmissione e
radiodiffusione,televisione e computer, storiografizzazione vocale, VoIP, podcast, e per fini non-acustici come il controllo ad ultrasuoni.

Ci sono principalmente tre tipologie di microfoni:

dinamici,

a con, A NASTRO. Fermo restando anche la produzione di soluzioni ibride come i microfoni
dinamico/condensatori( o “electret”), variazioni dei meccanismi a nastro, microfoni a carbone (ormai in disuso), microfoni piezoelettrici (o “a cristalli”) analizzeremo
solamente le tre categorie sopra elencate, che sono quelle principalmente diffuse.
La differenza tipologica di questi microfoni è dovuta non tanto, e non solo, da fattori estetici quanto piu da specifici meccanismi interni che li rendono funzionali a
diverse esigenze applcative.

maggio 7, 2009   Nessun commento